c a s T i N g LIVE / 16 febbraio 2005

::: Angela Vettese - critica d'arte


Un artista è stato selezionato solo per la maniera in cui si presenta in pubblico. L'operazione del gruppo casTiNg si pone a metà tra la presa in giro e la presa di coscienza, sullo sfondo di una diffusa crisi del concetto di autore che ha un aspetto bifronte e apparentemente contraddittorio: da una parte si chiede all'artista di sovraesporsi come persona, portando all'esasperazione la "leggenda dell'artista" saturnino e oppositivo; dall'altra parte gli si chiede di sparire, di omologarsi a un modello vincente, di adeguarsi a un prototipo. Sappiamo che questo processo non è nuovo: l'antichità ha veicolato biografie di artisti del tutto prove di fondamento e centrate solo sulla spettacolarizzazione del personaggio. Nemmeno Vasari fu esente da questo comportamento. Ciò che casTiNg mette in rilievo, però, è la possibilità che l'opera manchi del tutto: c'è il personaggio ma non c'è nè manufatto né oggetto ready made nè azione performativa. L'arte si azzera nella persona e nel desiderio di questa di essere artista. Qual è l'opera allora? Da una parte l'operazione di casTiNg si pone come opera di gruppo con una lunga tradizione alle spalle, pur prendendo spunti precisi dall'agire televisivo e dal linguaggio ritualizzato delle produzioni pubblicitarie. Dall'altra parte, la persona prescelta (ma anche tutti coloro che hanno partecipato alla selezione) prendono la cosa come la possibilità di diventare autori di opere. Non ora, non nell'occasione offerta appunto da casTiNg, ma successivamente e nel caso un qualche successo mediatico sia stato dato al suo viso. La prospettiva si ribalta: l'opera in verità non sparisce, ma spera di esserci in futuro. E sa che come precondizione all'esserci deve essere preceduta da una fama di qualsiasi tipo.
Noi giurati, tra cui critici, storici e artisti, ci siamo prestati al gioco. Credo che date le sue implicazioni concettuali, ma anche la serietà con cui queste sono state riformulate e formalizzate nell'evento-giuria, siamo felici di averne fatto parte.

Angela Vettese