DAVIDE BOTTINI

Nato il 23/08/1971 a Cuggiono (MI) dove risiede.
E-mail: davide.bottini@ultrainfinito.com
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QUESTIONARIO:
1. Perché hai deciso di partecipare a questo concorso?
Ho deciso di partecipare a questo concorso, nonostante la mia riluttanza per gli eventi mondani, perché reputo sia un'opportunità irripetibile offerta ad artisti sconosciuti. La mia riluttanza ad espormi, passa in secondo piano. Credo nell'originalità delle mie opere e sono convinto che meritino d'essere esposte.

2.Per chi è utile l'arte?
L'arte è vita. L'arte è l'essenza del gusto, il piacere delle cose, il disgusto della disarmonia ed acuta riflessione sullo stato delle cose. L'arte è tutto per chi la vive come attore ed è piacere per chi l'assimila come spettatore. L'utilità dell'arte è quella di trasmettere piacere oltre che stimolare profonde riflessioni. A chi possa giovare tutto ciò? A tutti, perché tutti hanno occhi, orecchi e voglia di scoprire la percezione del futuro. L'utilità dell'arte, parafrasando Bernard Shaw: ci si guarda allo specchio per vedersi il volto, ci si serve dell'arte per guardarsi l'anima.

3. Cos'è la libertà di espressione?
a) quando il mondo gira davvero attorno a me a prescindere da come io mi esprima
b) quando mi chiamano 'artista' per come mi atteggio
c) quando ciò che ferma la mia espressione è solamente il suo esaurimento
d) quando la mia espressione finisce dove inizia quella degli altri
e) altro: ............................................................................
La libertà di espressione è saper andare oltre, vedere un giorno avanti. Affermare l'originalità del proprio pensiero oggi, ciò che la massa riconoscerà come valore solo domani l'altro.

4.Come interpreti l'affermazione di Joseph Beuys: "Tutti sono artisti"?
Tutti sono singolari e tutti esprimono le proprie emozioni in modo personale. La mia opinione è che tutti siano artisti e promotori di un'arte. E' l'inconsapevolezza dei più a rendere i pochi consapevoli eccentrici. Nietzsche ha espresso questo concetto con chiarezza cristallina: "Bisogna avere in se il caos per partorire una stella che danzi. Io vi dico voi avete ancora del caos in voi".

5.Qual'è l'ultimo vernissage di un evento culturale al quale sei stato? Esprimi la tua opinione al riguardo.
L'ultimo vernissage a cui ho partecipato - che non riguardi un evento dove ho partecipato come artista - che mi ha lasciato un ricordo risale a poco più di un anno fa: una contaminazione, tra musica ed arti visive. La serata presentata come "Brahms a lume di candela sotto le stelle di Villa Panza" proponeva un programma musicale per pianoforte ed alla conclusione la visita alle sale della Villa. Sale, in cui si serviva un rinfresco e che accoglievano tele di un pittore informale non di nota fama. Il vernissage dovrebbe esprimere la linfa e la lirica dell'artista oltre che essere coerente con le contaminazioni a cui si desidera accedere. Il ricordo che ho della serata è di un concerto delizioso servito in una villa adornata di quadri inadeguati. Non che i quadri non fossero belli (non erano sicuramente di mio gusto), ma la mia critica verte esclusivamente sull'incoerenza dell'evento.

6.Il più speziato pettegolezzo dell'ambito culturale?
Il pettegolezzo è una mezza verità prodotta dall'opinione "comune". Mezze verità e mezze falsità sulle abitudini di personaggi noti alla massa. Sono scettico sulle opinioni altrui, non ne tengo conto o meglio, non me ne curo affatto.

7.Cosa determina l'atteggiamento di un artista incline al successo?
La sua riluttanza ad avere successo. La sua paradossale egocentrica megalomania. In un aggettivo la sua eccentricità.

8.Chi mantiene l'artista?
L'artista si deve mantenere con un lavoro "comune", che gli consenta di studiare la società nella sua massima espressione di "gregge". Ho una laurea in economia che mi consente di lavorare per una società di "servizi" e che mi garantisce un reddito che in parte devolvo alla mia arte, la pittura.

9.Chi ha sponsorizzato il tuo ultimo progetto (specifica le modalità)?
Il mio ultimo progetto è una mostra personale della durata di tre mesi in un agriturismo - recensito da prestigiosi operatori di settore - nel milanese. Gli spazzi espositivi - sei sale - mi sono state concesse gratuitamente dal proprietario del locale, mentre i costi per la pubblicazione del catalogo informativo e le locandine sono stati sostenuti da me con il ricavato della vendita di alcuni quadri in una precedente mostra.

10.Quali sacrifici hai fatto e cosa faresti per raggiungere i tuoi obiettivi?
Il mio obiettivo è esporre i miei quadri perché siano visti e perché chi li guarda vi cerchi un personale significato. Odio mostrare la mia immagine, perché con i miei quadri espongo già la mia essenza, ma se per pubblicizzare le mie tavole serve la mia faccia, sono disposto a concedere anche questo.

11.Le tue misure: altezza-peso / colore dei capelli-occhi / petto,seno-vita-fianchi.
Sono alto un metro e ottantuno, peso ottantatré chili; ho i capelli castani ed i miei occhi sono verde/marrone. Le mie misure sono centonove centimetri il petto, novanta centimetri la vita e novantotto centimetri i fianchi.

12.Qual è la tua colonna sonora? Facci conoscere che tipo di musica preferisci.
Quando dipingo ascolto con piacere Mozart e Beethoven; adoro le composizioni e le variazioni di Paganini: sono la massima espressione del senso dell'equilibrio. U2, The Doors, Nirvana e Jet sono i gruppi che preferisco.

13.Quali sono le tue perversioni?
La mia perversione è vivere tra la massa, condividendone valori e ruoli, pur sapendo di nutrire una profonda misantropia. Per l'esattezza serbo una profonda idiosincrasia per l'uomo e per i costumi della società moderna.

14.Sei mai andato da uno psicologo?
Adoro la mia diversità ed i miei quadri la esprimono.

15.Ti occupi di politica? Perché?
La politica è un carattere delle società "civili": dove la parola ha sostituito la spada. E' un aspetto ineluttabile che ci coinvolge, la si potrà odiare - per la sua invadenza - ma non la si può ignorare.

16.Uno slogan che ti rappresenta (va pubblicato sul manifesto).
"Bisogna indovinare il pittore per comprendere il quadro" (Nietzsche)
CV
le mie origini
l'arte è l'espressione della massima libertà che un uomo possa raggiungere; la ricerca della propria libertà è il senso della vita.
sono nato a cuggiono, nella provincia di milano, il 23 agosto 1971.
sono figlio di un artigiano del legno ed a mia memoria mi sono sempre divertito con gli strumenti di mio padre. ho iniziato a dipingere dopo la visita, che mi ha profondamente segnato, al teatro museo di figueras - dove trova sfogo l'eccentricità di salvador dalì - nell'estate del 1989. il mio interesse per l'arte, per i musei e per le mostre d'arte contemporanea hanno allietato i miei studi economici ed alleggeriscono la mia attuale vita professionale. ho conseguito una laurea in economia all'università degli studi di torino nel 1997, lavoro da diversi anni per una società di consulenza statunitense. l'arte mi ha sempre aiutato a trovare un equilibrio con la frenesia dei ritmi del mondo moderno.
"NESSUNO MI RACCONTA QUALCOSA DI NUOVO COSÌ RACCONTO ME STESSO A ME STESSO"
le mie guide
le mie guide sono tre grandi pittori dell'epoca moderna: salvador dalì per la simbologia surrealistica, giacomo balla per la rappresentazione del movimento ed alberto burri per l'importanza della materia nell'espressione informale. tre maestri di cui ho avuto la fortuna di assaporare la terra d'origine per alcuni periodi della mia vita: salvador dalì e la magia della catalogna in cui ho gustato per oltre un lustro le mie estati; giacomo balla e la torino introversa e laboriosa di cui ho vissuto la realtà accademica; alberto burri e la tranquilla armonia di città di castello dove ho iniziato la mia vita lavorativa ed in cui ho vissuto per diversi mesi.
le mie letture, fonte d'ispirazione e da cui prendono vita le mie tavole, sono principalmente saggi di filosofia, alcuni tra gli autori che preferisco sono nietzsche, casanova e l'apostolo giovanni.
"BISOGNA AVERE IN SE IL CAOS PER PARTORIRE UNA STELLA CHE DANZI. IO VI DICO: VOI AVETE ANCORA DEL CAOS IN VOI "
le mie mostre
dal 1989 allo scorso anno ho sempre vissuto la mia arte come una sensazione intima, rendendo partecipe del mio vezzo solo le persone a me più vicine. la scelta di esporre le mie composizioni è stata raggiunta di concerto con mia moglie lo scorso anno, dopo aver ricevuto diversi positivi apprezzamenti da alcuni miei ospiti che hanno visto i quadri esposti in casa mia. il 27 agosto 2004 ho inaugurato in una enoteca nella provincia di milano (situata in una villa secentesca) la mia prima personale - FIORDIMARe - con 13 tavole, conclusasi il 7 di dicembre. l'otto di dicembre ho inaugurato - cIELOETERRa - seconda personale in un agriturismo della campagna milanese, la mostra si concluderà a marzo 2005.
alcune mie opere sono esposte da novembre 2004 nel salotto dell'unicredit private banking di vigevano. per le idi di marzo del 2005 sto organizzando un evento in un negozio del corso cavour -"il corso"- in arona, sul lago maggiore.
in occasione del vernissage della mia prima personale sono stati definiti i presupposti per la realizzazione del mio sito internet (design e contenuti sono di mia esclusiva realizzazione, mentre il supporto tecnologico è opera di un professionista informatico, mio carissimo amico d'infanzia). il 31 ottobre 2004 è stato pubblicato il sito che raccoglie circa cento fotografie di mie tavole. ho ricevuto comunicazione dell'imminente pubblicazione su www.artegiovane.it di una delle mie opere.
le mie opere
i miei lavori - attualmente oltre il centinaio di pezzi - esprimono un'evoluzione di stili e tecniche, pur mantenendo una profonda coerenza con i supporti ed i materiali utilizzati. prediligo l'acrilico, in combinazione a resine, quarzo, carbone e materiali diversi su supporti in legno.
la tematica ricorrente nelle mie opere è l'inesauribile ricerca dell'ultrainfinito.
PROCLAMA DELL'ULTRAINFINITO
DOVE IL PENSIERO SI MUOVE TRA OMBRA E LUCE.
DOVE LA REALTÀ SI DISSOLVE IN COLORI, IN OMBRE.
DOVE IL COLORE RAGGIUNGE LA SUA EPIFANIA: NERO ASSOLUTO, MISTICO.
UN LUOGO DI FIGURE NELLE FIGURE, DOVE IL FINITO È INDEFINITO.
UN LUOGO NERO, DI UN NERO CUPO, OPACO, SFAVILLANTE; DI FORME NERE IDEALI, DINAMICHE.
UN LUOGO IMMAGINIFICO CHE ATTRAVERSA UN TAGLIO REALE.
FINESTRA SU UN MONDO IDEALE.
FINESTRE DI LUCI E D'OMBRE.
FINESTRE D'OMBRE SFAVILLANTI, D'OMBRE SU MURI IMPROBABILI, DI MASSE DINAMICHE, DI CUPI NERI.
ULTRAINFINITO E' CIÒ CHE CI CIRCONDA, È RICERCA, È SENSAZIONE DI COLORE, D'OMBRA, DI LUCE.
ULTRAINFINITO È L'IRREALE DEL REALE.
ULTRAINFINITO È L'INDEFINITO DEL FINITO.DOVE IL PENSIERO SI MUOVE TRA OMBRA E LUCE ESISTE UN LUOGO DI FIGURE NELLE FIGURE, DOVE IL FINITO È INDEFINITO.
UN LUOGO CHE S'INTRAVEDE DA FINESTRE DI LUCI E D'OMBRE.
IL LUOGO INDEFINITO DEL FINITO.
il mio futuro
reputo le mie opere l'espressione del mio sentire più intimo, caratterizzate da un tratto identificabile come esclusivamente "mio". sto coltivando contatti per esporre in luoghi coerenti con la mia arte e spererei di sempre maggiore prestigio.
"MA IO SONO STANCO DI QUESTO SPIRITO: E VEDO VENIRE IL MOMENTO IN CUI ESSO SARÀ STANCO DI SE STESSO"