MASSIMO COSTANTINO

Nato il 26/09/1955 a Roma, risiede a Torino.
E-mail: massimo.costantino@libero.it
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QUESTIONARIO:
1. Perché hai deciso di partecipare a questo concorso?
Perché mette in campo l'unica vera opportunità possibile: l'inserimento mediatico.
Normalmente detesto i concorsi perché, come contropartita alla sottomissione ad un giudizio assolutamente arbitrario, non offrono alcuna vera opportunità ai partecipanti in quanto il loro raggio d'azione - in termini di comunicazione - è assolutamente irrilevante.
Partecipare ad un concorso d'arte, dà la sensazione di andare a piedi mentre il resto del mondo va alla velocità della luce.
Nell'ultimo mezzo secolo le possibilità tecniche sono cresciute a dismisura e la figura dell'artista visivo è divenuta obsoleta. Mentre il musicista, anche quello di nicchia, ha trovato nella esplosione dello strapotere dei media la sua collocazione e la sua immagine, l'artista visivo è rimasto in bilico tra l'eccentrico portatore d'avanguardia e il "vecchio" pittore.

2. Per chi è utile l'arte?
L'arte è un parametro, dunque è utile per tutti.

3. Cos'è la libertà di espressione?
a) quando il mondo gira davvero attorno a me a prescindere da come io mi esprima
Xb) quando mi chiamano 'artista' per come mi atteggio
c) quando ciò che ferma la mia espressione è solamente il suo esaurimento
d) quando la mia espressione finisce dove inizia quella degli altri
e) altro: ............................................................................

4. Come interpreti l'affermazione di Joseph Beuys: "Tutti sono artisti"?
Non sono d'accordo. Se tutti fossero artisti, tutto sarebbe arte e la categoria concettuale non esisterebbe più. Potrei accettarla nella interpretazione "Tutti sono potenziali artisti", ma questa nega l'affermazione stessa.

5. Qual'è l'ultimo vernissage di un evento culturale al quale sei stato? Esprimi la tua opinione al riguardo
Inaugurazione di nuova sala al castello di Rivoli. Irrilevante.

6. Il più speziato pettegolezzo dell'ambito culturale?
Non ne conosco

7. Cosa determina l'atteggiamento di un artista incline al successo?
Un artista - e ancor di piu' se è incline al successo - è carismatico e, dunque, tende a modificare il mondo circostante secondo la sua visione. In questa tendenza egli viene seguito da coloro che gli stanno intorno. La consapevolezza di esercitare questo potere sulla realtà circostante determina l'atteggiamento dell'artista.

8. Chi mantiene l'artista?
L'artista riconosciuto viene egregiamente mantenuto dal mercato, ed è giusto che sia così.
L'artista non riconosciuto si arrabatta, ed è giusto che sia così.
In ogni caso l'artista si deve mantenere da sé.

9. Chi ha sponsorizzato il tuo ultimo progetto (specifica le modalità)?
Per pigrizia, non ho mai chiesto a nessuno di sponsorizzare un mio progetto

10. Quali sacrifici hai fatto e cosa faresti per raggiungere i tuoi obiettivi?
Quale altro sacrificio dovrei fare, a parte vivere?

11. Le tue misure: altezza-peso / colore dei capelli-occhi / petto,seno-vita-fianchi
altezza 180 peso 72 occhi verdi capelli castani

12. Qual è la tua colonna sonora? Facci conoscere che tipo di musica preferisci.
La colonna sonora varia secondo ora, tempo atmosferico, luogo e circostanza.
Alcuni esempi:
Fine mattina, giorno di pioggia, in auto, autunno, : beatles - Sgt. Pepper;
Tardo pomeriggio giorno di pioggia, in auto, autunno, : Nirvana - smells like teen spirit ;
8 di sera, freddo, nel mio atelier, inverno : Charlie Parker.......
Ore 14, sole e molto caldo, in auto, agosto: Jimi Hendrix - Electric Ladyland;
ore 16, tempo nitido, a casa mia, febbraio (ombre e luci dalle finestre) - Sakamoto......;
qualunque ora, in laboratorio, mentre sperimento materiali: Tricky - Hell is around the corner
e così via. La musica mi piace quasi tutta, tranne reggae, yodel e musica hawaiana.


13. Quali sono le tue perversioni?
Non ci conosciamo abbastanza per dirvele

14. Sei mai andato da uno psicologo?
No.

15. Ti occupi di politica? Perché?
In senso tecnico, non mi occupo di politica perché faccio l'artista. Me ne occupo come tutti coloro che hanno una opinione, la manifestano, e ne mettono in pratica i presupposti.

16. Uno slogan che ti rappresenta (va pubblicato sul manifesto).
Dio Bono!

CV
Nasco nel 1955 a Roma. Nel 1966 mi trasferisco a Torino con la famiglia per motivi di lavoro di mio padre.
Di Torino subisco appieno il fascino di città al contempo aristocratica ed operaia, grande riboliire di idee e attività sotterranee, nonostante il lamentato immobilismo.
Negli anni settanta mi occupo di musica e pratico l'avanguardia, compongo musica per diversi lavori teatrali teatro (Anonima teatro Studio).
Pur senza abbandonare la sperimentazione fondo un gruppo rock (Long Vehicle) che nel corso degli anni partecipa numerose manifestazioni e suona nei migliori club e circoli della città.
Parallelamente fondo un circolo (Il Tapiro Rullante) che produce musica e cabaret (Non fosse stato chiuso nel 1991per motivi di disturbo della quiete, avrebbe anticipato Zelig).
Dal 1998 mi dedico alla pittura (già praticata fin dagli anni settata ma a livello amatoriale) e sviluppo diverse linee estetiche, sia figurative che informali.
La prima linea figurativa è definibile come neometafisica, in quanto propone atmosfere sospese e tipiche di quel genere pittorico.
In campo informale amo utilizzare una pittura materica che riporta ad una interpretazione astratta della realtà.
Nel 2002 invento l' "Action Painting Jam" , performance di jam session pittorica di cui registro il marchio.
1999: segnalazione speciale alla telaccia d'oro
2000: mostra "figurative scenes" alla Agora gallery di New York
2001: mostra alla Telaccia di Torino
2001: mostra "il colore del silenzio" alla sala delle Colonne del resto del Carlino di Bologna
2002: premio alla edizione Romana del concorso "100 Artisti per la Pace" di Giuliano Ottavini
2003: sette performance di "Action Painting Jam" presso l'Atelier
2003: Mostra "emersi/sommersi" con Guccione, Rebaudengo, Tabusso, Turcato, Adami
2003: 3 performance di Action Painting Jam in locali torinesi
2004: 1 performance di Action Painting Jam + body painting in locale torinese
2004 : segnalazione speciale al concorso "Carnarte" di Carnate Brianza
Brevi cenni sulla ricerca pittorica di Massimo Costantino.
La ricerca stilistica nella pittura va subordinata alla ricerca esistenziale: è dunque mezzo e non fine.
Il piacere della manipolazione della materia e del colore, il godimento nella realizzazione di varie rappresentazioni della realtà - esterna ed interiore - rendono marginale lo stile e la tecnica utilizzati, rispetto al soddisfacimento del bisogno di esternazione che è alla radice dell'espressione artistica.
Si tratta di mettere ordine agli infiniti pezzi del puzzle che compongono l'esistenza e che tutti percepiamo su vari piani e livelli: dal conscio puro fino alla visione intrapsichica di realtà "altre".
L'obiettiva padronanza di mezzi tecnici e la multiformità degli stessi ampliano la gamma di percezioni riproducibili ed il grado di esattezza della loro interpretazione: l'elemento abilità non è dunque estraneo a questa concezione.
Questa visione artistica apre le porte tanto alla progettualità quanto all'istinto, canali sui quali ci si può instradare, in via esclusiva, se è forte l'inclinazione dell'artista in un senso o nell'altro, ma anche alternativamente quando l'eclettismo del soggetto lo consenta.
La ricerca portata dalla mia pittura è il tentativo di comprensione del senso della vita, indagine primaria della esistenza.
Il continuo rimbalzo tra informale e figurativo è frutto di una visione complessiva che individua la linea di demarcazione tra i 2 poli (Yin e Yang, reale ed irreale, razionale ed irrazionale, sociale e mistico ecc) come il limite oltre il quale le variabili non sono più controllabili.
Immaginiamo un paesaggio riprodotto con grande fedeltà.
La creatività, il messaggio artistico, possono avvenire attraverso la scelta dell'angolazione, della luce, sottili variazioni cromatiche rispetto all'originale: una interpretazione che, senza straniare la realtà descritta, la porta verso le emozioni, sentimenti, ricordi, intenti dell'artista.
Continuiamo ad aggiungere elementi di interpretazione personale, altre variabili a quelle già rilevabili obiettivamente e da chiunque, nel paesaggio stesso.
Gli elementi presenti possono essere distorti, i colori alterati, rispetto alla percezione media, a favore di elementi personali di chi descrive.
L'immagine può essere alterata in modo molto forte.
Se continuiamo ad aggiungere elementi, l'immagine può disgregarsi completamente e perdere per l'osservatore qualsiasi riferimento con la realtà descritta.
La comprensione dell'opera dall'osservatore esterno, o quantomeno la sensazione di empatia con l'opera dipende dalla quantità di elementi che l'osservatore è in grado di percepire per averli a sua volta elaborati in proprio anche se non necessariamente con la stessa valenza del creatore.
Lo stesso processo può funzionare all'inverso.
Dal fluire puro e istintivo di immagini e colori, rintracciare il movente razionale.
Dal punto di vista stilistico, dunque, potrei sintetizzare la mia ricerca come il tentativo di trovare il punto di transizione tra figurativo ed astratto, inteso come confine tra razionale ed irrazionale, partendo da due operazioni opposte: disgregazione della realtà per saturazione di elementi e ricomposizione della stessa attraverso la sintesi del maggior numero possibile di elementi rintracciabili.