finalista: PIER GIORGIO DE PINTO

Nato il 18/03/1968 a Civitavecchia (Roma), risiede a Prato.
E-mail: depint@libero.it
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QUESTIONARIO

1. Perché hai deciso di partecipare a questo concorso?

Per avere finalmente l'occasione di far vedere da dove esce tutto il materiale che produco. (risposta filo-scatologica)

2. Per chi è utile l'arte?

Per chi la usa. (Per me sicuramente).

3. Cos’è la libertà di espressione?

a) quando il mondo gira davvero attorno a me a prescindere da come io mi esprima
b) quando mi chiamano 'artista' per come mi atteggio
c) quando ciò che ferma la mia espressione è solamente il suo esaurimento
d) quando la mia espressione finisce dove inizia quella degli altri
e) altro: ME ovvero LIBERO+LIBERO ARBITRIO+LIBERO SPIRITO+LIBERO SCAMBIO

Libero: quando posso avere libertà di azione e di movimento.

+ Libero arbitrio: perché è la libertà di scelta che si apre a me e al mio volere anche nel senso più esteso di libertà da ogni movente interiore… "faccio perché voglio fare e non faccio solo perché voglio pensare di fare". Questo è il mio motto!
+Libero spirito: quando posso non essere sottoposto a vincoli, obblighi, impegni.

Essere artista è una professione di cui io mi dichiaro abilitato ad esercitare in modo autonomo.

+Libero scambio: quando posso non sottopongo il mio corpo e la mia mente a restrizioni quantitative e/o qualitative, ritengo in tal modo di poter conseguire il massimo livello possibile di efficienza ed esaurimento pienamente goduto delle mie energie.

4. Come interpreti l’affermazione di Joseph Beuys: “Tutti sono artisti”?

Lo interpreto con un breve aneddoto di cui sono venuto a conoscenza proprio su Beuys.
Un carissimo amico artista di Beuys nel viaggio per arrivare presso il suo studio si imbatte, passando in macchina vicino ad un canalone di scarico, in una vecchia porta abbandonata, tutta consumata, logora con alcune tavole divelte e i chiodi di battitura arrugginiti. La cosa che rende unico questo "reperto" è la rossa croce fatta con smalto che ancora chiaramente si vede sul pannello. L'amico, già pregustando la scena, recupera la porta pensando di presentarla a Beuys come una opera dello stesso Beuys. Suona il campanello Beuys apre e l'amico esclama "cazzo Joseph questa è una tua opera… un ready-made di un tuo … ready-made. Te l'ho portata perché aspetta solo una tua firma". Tanto è che Beuys dopo un lauto pasto con l'amico, firma la porta; riconoscendo nell'opera stessa auto-prodottasi, grazie all'abbandono e all'effetto del tempo, la mano di un involontario nonché fantomatico artista esclamando "è proprio vero tutti sono artisti". Mi sono chiesto poi, dopo avere ascoltato la storia, se lasciata nel canalone la porta non rappresentasse un'opera concettuale di land-art non so dal titolo "il tempo e il caso generano arte". Quindi, morale della favola: non solo tutti possono essere artisti ma ogni cosa animata o inanimata può essere arte.
Comunque se vogliamo aggiornare l'affermazione "tutti sono artisti" trovo più azzeccata quella di Cattalan secondo il quale "ogni uomo è un artista". La trovo più attuale…

5. Qual’è l’ultimo vernissage di un evento culturale al quale sei stato? Esprimi la tua opinione al riguardo

Presentazione da parte di Daniel Soutif in occasione della mostra su Lavier presso il Centro per l'arte Contemporanea Luigi Pecci Di Prato… che dire:
I love Castello di Rivoli I love Castel Sant'Elmo I love Centro Arti Visive Peschiera I love CeSac I love Fondazione Torino Musei-CAM I love Galleria Civica d'arte Contemporanea Montevergini di Siracusa I love Galleria Civica d'arte Contemporanea di Trento I love Galleria Civica di Modena I love GAM Galleria d'arte Moderna di Bologna I love GAMec I love GNAM I love MACRO I love Museo del Novecento I love Mart I love Maxxi I love Pac I love Museion I love Palazzo delle Papesse I love… Italy but Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato leaves me cold!

6. Il più speziato pettegolezzo dell’ambito culturale?

Uno a caso preso dal sito www.dagospia.com. tanto adesso tutto fa cultura dalle Lecciso alle Cristina Parodi e la Simona Ventura che si contentono l'uomo, etc…
Sono tutti molto gustosi e così fuori dalle righe che la tv in confronto appare tutta una recita parrocchiale… Vi ricordo brevemente la storia del sito…
Il 23 maggio del 2000 esordisce su Internet Dagospia. A suggerire l'idea a Roberto D'Agostino
(si quello dello schiaffo a Sgarbi)è la sua amica Barbara Palombelli che lo invita a espandere quel che già fa nella rubrica “Spia” sull'Espresso. Parla D'Agostino: "Dagospia è nato per caso e per fortuna. All'inizio pensavo a fare una cosetta settimanale, niente di più. Dopo quattro giorni qualcuno mi chiama e mi dice che Sonia Raule, fidanzata di Franco Tatò, diventa direttore dei programmi di Telemontecarlo. Lo scrivo e scoppia un gran casino. Per me Dagospia è un esercizio di stile, mi piace raccontare questa società attraverso mille piccole e grandi storie, raccontare la rete del potere. Il Corriere della Sera e Repubblica se volessero potrebbero fare mille Dagospia ma non possono, legati come sono dai loro editori. Io invece posso permettermi il lusso di raccontare quel che gli altri mi raccontano. Chi sono gli altri? Tutti. Ma sì, dai, tutti hanno una gran voglia di raccontare, di spettegolare, di anticipare, di svelare, di sbugiardare, di sputtanare." Fonte www.dagospia.com
http://213.215.144.81/public_html/9000-9999/articolo_9210.html

7. Cosa determina l’atteggiamento di un artista incline al successo?

L'essere determinati poi approfondendo:
a. La caparbietà
b. il sapersi vendere, ottimi in proposito i corsi di recitazione e dizione
c. la conoscenza dei termini mercato, profitto, vendita… insomma ricordarsi sempre di essere manager di se stessi
d. " L'atteggiamento incline al successo" deve essere riconosciuto da chi è all'interno della lobby "sistema arte". Il sistema deve riconoscere all'artista una certa "singolarità". L'artista deve essere una forte fonte di guadagno per il sistema. Insomma bisogna far capire quanto determinati siamo a fare soldi insieme!… (l'unione fa la forza e anche: se tu dai una cosa a me io poi do una cosa a te!)

8. Chi mantiene l’artista?

Dipende a che livello di notorietà è questo presunto artista. Io per esempio mi mantengo grazie al mio lavoro e quindi grazie al mio conto in banca. Sacrifico e ho sempre sacrificato tutti i soldi che sono riuscito a guadagnare in nome di questa cosa pazzesca che è l'arte. Ben accetti ovviamente i mecenati e "paparini" vari che riuscirò ad incontrare. Attenzione però perché se proprio devo dare il culo voglio centrare bene il bersaglio una volta per tutte! Non sono facile alle promesse e sono molto ma mooolto selettivo!

9. Chi ha sponsorizzato il tuo ultimo progetto (specifica le modalità)?

Una volta tanto qualcuno ha bussato alla mia porta (leggi mi ha inviato una e-mail seria tra le tante di Spamming pseudo-artistico) dicendomi che gli piacevano i miei lavori e che GRATUITAMENTE avrebbero presentato i miei lavori. (Gratuitamente perché di Gatto & Volpe & C. ce ne sono a bizzeffe!).
La modalità è molto semplice mi sono fatto promozione attraverso la rete Internet (sapersi vendere ricordate?) mi hanno contattato poi mi sono incontrato di persona con questi curatori portando con me un Book con i lavori, Curriculum, Cd sulle performance fatte, etc… Fatto!
Per quanto riguarda proprio il mio ultimo progetto non ho ancora trovato sponsor poiché è molto costoso e non conosco ancora qualcuno così schifosamente ricco (istituzione o privato) da poter "puntare soldi" su un "cavallo di razza" come lo è il sottoscritto… ma questo perché ovviamente questo qualcuno ancora non mi conosce… (mi sa che sto delirando).

10. Quali sacrifici hai fatto e cosa faresti per raggiungere i tuoi obiettivi?

Bè rileggetevi la risposta alla domanda 8… Se non è sacrificio dare il culo senza sentimento…

11. Le tue misure: altezza-peso / colore dei capelli-occhi / petto,seno-vita-fianchi

Che palle!!! Cos'è un terzo grado? Allora sono "alto" unmetroessessantacinquecentimetri, (lo scrivo in lettere così sembro più lungo cioè più alto). Peso 64 Kg. /Sono un bel moro con occhi verdi/. Il mio petto/torace misura 100 cm. Vita 90 cm. Fianchi 100 cm.

12. Qual è la tua colonna sonora? Facci conoscere che tipo di musica preferisci.

La mia colonna sonora varia come varia la musica in base alle scene in un film. Si va dall'atmosfera melò e un po’ sognante con sviolinate varie a quella sperimentale elettronica dura di non facile ascolto… fatta di piccoli scratch gelidi e graffianti per capirci. Se poi si riesce ad abbinare il tutto come ad esempio Bjiork sa fare bè allora è il top! Quindi preferisco l'elettronica o comunque le contaminazioni tra classico e moderno ad esempio la World Music di qualità (quindi non new age fintissima), oppure la musica classica che incontra l'elettronica. I ritmi brasiliani che incontrano l'hip pop, il Jazz, l'R & B. Un mix di tutto questo. La musica italiana della grande ed indimenticabile Giuni Russo e quella di Antonella Ruggiero. Battiato grande.

13. Quali sono le tue perversioni?

Immagino alcune morti strazianti per chi si comporta molto male con me (ho una fervida fantasia). Una mia tipica perversione è quella di pensare di baciare ogni persona che incontro e che mi parla standomi di fronte. Così penso che all'improvviso la vorrei baciare sulla bocca, con lingua in bocca. Immagino tutta l'azione fortemente quindi il contatto delle labbra e la loro morbidezza. L'odore della pelle, Il sapore della saliva e della lingua. Forse sarà qualche turba psichica infantile… chissà a cosa ho assisitito da piccolo, vallo a sapere…bo!

14. Sei mai andato da uno psicologo?

No, ma ne frequento alcuni a causa dei seminari sulla comunicazione che spesso seguo per ragioni di lavoro. Uno psicologo è sicuramente più interessante da frequentare come conoscenza che come medico. Il rapporto si fa, nel suo distacco e nella sua crudezza, più puro sincero e riporta lo psicologo stesso nello stato in cui era prima di auto-psicanalizzarsi ovvero prima di esercitare la sua professione. Proprio da uno psicologo ho appreso due semplici regole "qui ed ora" e "la mappa non è il territorio". Queste due semplici regole mi permettono di non giudicare gli altri (hai detto poco) e di capire quando gli altri giudicano me. (Un classico nei rapporti interpersonali). Vorrei in proposito riportare parte di un testo che ho letto anni fa nei Diari di Keith Haring.
"14 ottobre 1978 (notare n.14 la domanda e 14 il giorno della data: adoro le coincidenze!)
Mi sento a mio agio mentre sto qui seduto a scrivere. È abba-stanza raro sentirsi a proprio agio a Washington Square. Ci so-no tanti modi diversi di vivere le cose che accadono in città. Una certa situazione può avere un numero illimitato di effetti diversi sui pensieri delle persone, a seconda del tipo di atteggia-mento mentale. Qualcosa che oggi mi colpisce non necessaria-mente mi colpirà domani. Nulla è costante. Tutto cambia in continuazione. Ogni secondo a partire dalla nascita lo si tra-scorre a fare esperienza; diverse sensazioni, diverse interferen-ze, diversi vettori direzionali di forza/energia che si compongo-no e ricompongono continuamente intorno a noi. Il tempo (situazioni in una progressione logica visibile) non si ripete mai e mai potrà ripetersi. Nessuno degli elementi coinvolti nell’e-sperienza del tempo potrà mai essere uguale, perché tutto cam-bia in continuazione. Fisicamente gli esseri umani cambiano in continuazione (divisione cellulare) e nessuno è mai nello stesso stato mentale o fisico.
La realtà fisica del mondo, per come la conosciamo, è il mo-to. Il moto in quanto tale = movimento. Cambiamento. Se c’è una ripetizione non è mai una ripetizione identica perché (per lo meno) il tempo è passato e perciò c’è un elemento di cambia-mento.
Due esseri umani non provano mai sensazioni, esperienze, sentimenti o pensieri identici. Tutto cambia, tutto è diverso ogni volta. Tutti questi incontri di variabili che si fondono intera-giscono, si distruggono a vicen-da per costruire nuove forme, idee, “realtà”; sono la prova che l’esperienza umana è in costan-te mutamento e, come si usa di-re, “in crescita”.
Ciò che non finisce mai di stu-pirmi è come gli esseri umani costruiscano la propria vita in-torno all’idea che non esistano differenze e cambiamenti. De-cidono di ignorare tutto questo e cercano di programmare e controllare la propria esisten-za. Fanno piani, si prendono impegni a lungo termine, costrui-scono un sistema temporale e finiscono per essere controllati dai loro stessi sistemi di controllo. Gli uomini non vogliono sapere che stanno cambiando. A meno che non lo percepiscano come un miglioramento; e al-lora sono tutti a favore del “cambiamento” e farebbero qualun-que cosa per “cambiare” o per pianificare situazioni o per forzare un cambiamento che è innaturale. Ci sono così tanti aspetti di questo concetto che è difficile descriverli tutti.
Alcuni degli atteggiamenti che scorgo intorno a me sono:
il cambiamento è accettabile se è controllabile;
il cambiamento si può prevedere;
il cambiamento può essere pianificato e/o modificato.
Se mi metto di fronte allo specchio e osservo la mia immagine, vedo un numero infinito di modi in cui appaio. Mi sento come se avessi molte facce differenti. Le indosso e me le tolgo, e la mia idea degli altri funziona allo stesso modo. Le persone appaiono diverse in momenti diversi. Intendo dire: totalmente diverse. Ciò può avere a che fare col modo in cui loro si sentono, ma più proba-bilmente dipende dalle mie sensazioni, dalle mie emozioni, dalla mia realtà nel momento in cui li guardo.
Di solito il dato essenziale che il mutamento è la realtà, che noi cambiamo in continuazione e che ci troviamo sempre in situazio-ni difficili, in stati d’animo contrastanti e di fatto in diverse realtà:
viene ignorato,
o frainteso,
o male interpretato,
oppure affrontato.
Più semplicemente la gente si rende conto solo fino a un certo punto di come ci si senta mutati a ogni momento che passa o di come si appaia a se stessi diversi in giorni differenti; ma pochi provano realmente a sperimentare questo fatto o a metterlo in di-scussione o a cercare di comprenderne fino in fondo le ragioni e le implicazioni. Le persone tendono a controllare tutto questo vi-vendo secondo uno schema completamente opposto. È come so-vrapporre una griglia su un prato vivo, in perpetuo cambiamento, e cercare di far corrispondere l’erba alla forma predefinita della griglia.
Gli esseri umani, mi rendo conto, non possono vivere come una zolla di prato. Immagino che una volta si potesse, ma ormai siamo così lontani da quel tempo che è difficile anche pensarlo. La gente può, comunque, vivere la propria vita con la consape-volezza che si cambia in continuazione e che si è il prodotto di infiniti cambiamenti dell’ambiente circostante, delle situazioni, così come del tempo. Per lo meno si potrebbe vivere in armonia con una simile consapevolezza anziché lottarvi contro.
C’è un punto, ne sono certo, in cui l’uomo moderno può affron-tare questa realtà, metterla in discussione, esplorarla, e conviver-ci diventandone parte e conducendo una vita molto più facile. Vi-vere in armonia con un’idea. Vivere in armonia con una realtà incontrollabile alla quale siamo soggetti, che ci piaccia o no. Non c’è altra scelta se non quella di trovare un modo per affrontarla. Continuo a scrivere perché prima di cercare di spiegare come mi sembra di vivere questa “realtà” voglio provare a spiegare (a me stes-so) che si tratta veramente di una realtà; che essa esiste e che io agisco in un modo non completamente privo di senso. Essere una vittima della tua stessa conoscen-za non vuoi dire capire quale conoscenza sia e quali ne siano le conseguenze. Essere vittima del cambiamento significa igno-rarne l’esistenza. Essere una vittima del “vivere secondo ciò che si pensa vuoi dire ignorare le possibilità di “un al-tro modo di vivere” o la possibilità di “sbagliarsi su come stanno le cose” o ignorare la possibilità di “non sapere quello che si pensa. Pensare di conoscere la risposta è altrettanto pericoloso quanto escludere la possibilità che non vi sia affatto risposta. Frasi poetiche senza senso possono anche es-sere poesie. Keith Haring pensa in poesia. Keith Haring dipinge poesie. Le poesie non hanno necessariamente biso-gno di parole.
Le parole non formano necessariamente una poesia."
Che dite forse ho bisogno di uno psicologo?

15. Ti occupi di politica? Perché?

Purtroppo non me ne occupo, dico purtroppo perché riconosco quanto sia necessaria (soprattutto qui in Italia) per il sistema Arte, è una lacuna che spero di colmare una volta dentro al sistema ovvero quando avrò tutto il tempo per fare l'artista e per compiacere il politico di turno.

16. Uno slogan che ti rappresenta (va pubblicato sul manifesto).

Come anticipato nella risposta n.3:
"Faccio perché voglio fare e non faccio solo perché voglio pensare di fare"
CV
Percorso Formativo
2004 Corso su "Arte e Video" a cura della Associazione Culturale "Aparte" del "Centro d'Arte Contemporanea L.Pecci" e del Cesvot, Prato. In collaborazione con Officina Giovani, Cantieri Culturali Ex-Macelli, Comune di Prato, Assessorato alla Cultura, Assessorato alle Politiche Giovanili. Settembre/ottobre 2004.
2003 Corso di recitazione presso la Scuola di Cinema "Anna Magnani" di Prato.
2002 Corso di doppiaggio con gli attori Licinia Lentini e Roberto Ciurluini presso la Ancam Vox Video in Certosa, Firenze.
Corso di dizione tenuto dall’attore Aldo Bettocchi, Prato. Cantieri Culturali Ex-Macelli, Prato.
2001 Studi di informatica sui nuovi applicativi e linguaggi per la realizzazione di prodotti multimediali.
2000 Corso di Formazione Comportamentale tenuto dalla “Talento Risorse Umane” Firenze.
1999 Laboratorio d’arte di Massimo Barzagli e di Mikulas Rachlik.
Corso di recitazione teatrale con l’attore/regista Daniele Magni, Teatro Kolosseum di Prato.
1990 Diploma di Specializzazione Centralinista, Telescriventista.
Conseguito durante il servizio di Leva, Caserma Montelungo Bergamo.
1989 Maturità Professionale Tecnico delle Attività Alberghiere
Istituto Professionale Alberghiero A.Saffi, Firenze.
1986 Diploma di Receptionist addetto alla Segreteria ed Amministrazione
Conseguita presso l’istituto di cui sopra.
1980 Diploma di Lingua Inglese, P.F School, Prato.

Percorso Artistico e Professionale
La passione per l’arte e le esperienze tra studi di grafica, teatri, laboratori artigianali e stages formativi presso gallerie d'arte e studi di artisti, hanno portato ad esprimermi in campi molto diversi tra loro: decoratore, calligrafo, scenografo, designer, pittore/fotografo, attore/performer.
Difficile stabilire con quali mezzi mi sia più congeniale esprimermi poiché trovo positiva proprio questa mia poliedricità che non mi lega mai ad un’unica arte.
Dal 1999 ho iniziato a realizzare lavori in cui le tecniche plastiche classiche si fondono con le nuove tecnologie digitali sia statiche (stampe digitali) che dinamiche (video).
Attualmente lavoro presso una importante società di telecomunicazioni e come collaboratore freelance per diversi studi per i quali realizzo progetti pubblicitari e multimediali.
L’esperienza sicuramente più significativa è stata la partecipazione ai laboratori d’arte degli artisti Massimo Barzagli e Mikulas Rachlik per la ricerca formale e di costruzione dell’immagine.
Con il gruppo di musica elettronica e d'avanguardia Plastic Violence, collaboro da molti anni in qualità di visual designer, performer in uno scambio continuo di idee e progetti.
Ho frequentato corsi di grafica ed informatica per acquisire conoscenze tecniche ed esecutive per lo studio dell'arte digitale e video, mentre i corsi di teatro, cinema, dizione, doppiaggio e recitazione per lo studio del linguaggio del corpo nell'aspetto performativo in rapporto al pubblico.

Collaborazioni artistiche ed esperienze performative
2004
Realizzazione di foto, grafica e digital work per la pubblicazione della recensione di "Immaterial 2" del gruppo Plastic Violence e digital work per la pubblicità dell'etichetta Death Paradise Productions. Blow Up n.71, 2004. Rivista musicale, rock e altre contaminazioni.
2003
Presentazione del lavoro "Re-Pression" in occasione dell'uscita di "Brightness" sound & video session di 75 minuti insieme ai Plastic Violence. Associazione Culturale "Poid Pois" di Prato.
Partecipazione come attore per i Corti realizzati dalla scuola Cinema "Anna Magnani" di Prato e presentati in occasione della rassegna estiva di cinema, Castello dell'Imperatore, Prato.
Partecipazione come attore al corto "Kaos" selezionato per la "Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo", Atene, edizione 2003.
Recensione su Blow Up n.60 maggio, 2003 per la pubblicazione del Video Cd “CIT, Continuity Identity Theory”. Courtesy of Death Paradise Productions.
Realizzazione dello sleeve per il Cd "Immaterial 2" per l'etichetta Death Paradise Productions
2002
Realizzazione del book per il Cd “Death Paradise Place” del gruppo musicale “Ensslin”.

Aprile, creazione insieme agli artisti Francesca Materazzi e Fabrizio Paolillo del Collettivo Death Paradise Autoproductions, etichetta indipendente ed organizzazione artistico/performativa.
www.deathparadise.it (nel link "productions" tracce su Pier Giorgio De Pinto).
Realizzazione dello sleeve ed inlay e per il Cd “Good old days melody” per il gruppo musicale “Plastic violence".
Realizzazione dello sleeve per il Cd “immaterial” del gruppo Plastic Violence. Edizione limitata di 300 copie.
Maggio, presentazione del progetto per la fanzine Surveillance Society dell’etichetta Death Paradise Autoproductions.
Interventi visual/performativi per i Plastic Violence in occasione del lancio di “immaterial”; pubblicazione del lavoro.
2001
Giugno, ideazione grafica per gli eventi musicali dell’Ass. Culturale Pan Kalon di Panicale, Perugia.
2000
Durante l'anno numerose collaborazioni come performer per il gruppo musicale “Plastic Violence”.
Gennaio, creazione della nuova veste grafica della pubblicazione “New Reception” per la quale ho collaborato anche con una rubrica su "arte e tempo libero". Associazione AIRA.
Luglio, partecipazione all’Happening con interazione tra spettatore-musicista-performer “l’incubazione della paura è la consolidazione della memoria” presso Cantieri Culturali Ex-Macelli, Prato. Curatori gli artisti Fabrizio Paolillo e Francesca Materassi.
Luglio, creazione del book per il CD “Peste Nera” del gruppo Plastic Violence.
Creazioni di grafica pubblicitaria e design di loghi e manifesti per stands di Pitti Uomo e Pitti Bimbo, per studi di grafica di Firenze e provincia.
1999
Luglio, si crea a Prato il gruppo “Aitanti” formato dagli artisti Marino Ceccarelli, Federico Gori, Pier Giorgio De Pinto, Manuela Menici, Gerardo Paoletti e Costanza Turchi.
Luglio, evento performativo “dialogo virtuale tra l’autore e se stesso”. Testo e performance di Pier Giorgio De Pinto. Presso “l’Isola che non c’era” Poggibonsi, Siena. Curatore l'artista Rossano Fontanelli.
Settembre, concerto/performance del “Ensemble Sounds & Colours” con gli artisti Massimo Barzagli, Pier Giorgio De Pinto, Giulio Capiozzo, Pape Gurioli, e la ballerina Luisa Cortesi. Teatro sperimentale di Ancona. Curatore l'artista Massimo Barzagli.
Settembre, performance “CIT, Continuity Identity Theory” di Pier Giorgio De Pinto. Intervento sonoro a cura del gruppo Plastic Violence. Video di Elena Foresto. Foto di Elisa Gianni. Courtesy of Death Paradise Productions.
Ottobre, catalogo e invito per la mostra dell’artista Massimo Barzagli presso la Galleria Alessandro Bagnai di Siena. Progetto grafico ed esecutivo di Pier Giorgio De Pinto.

1997
Presentazione del testo “del Bello e del Moderno” sul tema “Arte un mondo da scoprire”. Scritto e letto da Pier Giorgio De Pinto, in occasione del XXXV° Congresso Nazionale della “Junior Chamber Italiana” (commissionato dai giovani imprenditori italiani membri dell'Associazione).
Centro d’Arte Contemporanea “L.Pecci”, Prato.
1993
Novembre, scenografia per il I° Concorso Nazionale di Fotografia AIRA. Curatore Gianfranco Tognarini.

Mostre personali
2005
Marzo, personale presso "Zò Caffè", Bologna. GO! to Zo'. Rassegna di arte contemporanea di ricerca. Curatori Andrea Cioschi e Antonio D'Orazio.
www.zocaffe.it
2002
Iscrizione al portale di Exibart.com e partecipazione ai suoi dibattiti culturali con altri artisti, critici., galleristi e operatori del settore.
Maggio, iscritto nel museo virtuale della Ezra Kochka Museum (current exibitions) http://web.tiscali.it/ekmuseum/ . Curatore Massimo Cantarelli.
2001
Febbraio, presentazione del lavoro di grafica “Provincia di Prato, Immagini dal Territorio”.
Gli originali si trovano attualmente presso la sede della Provincia di Prato.
Iscritto nel Circuito "GAI Giovani Artisti Italiani".
1999
Febbraio, personale presso l’Hotel Europa & Regina, laguna di Venezia. Curatore Gianfranco Tognarini.
Inserito all'interno del link "Tracce" sul sito di Officina Giovani, Prato. http://www.officinagiovani.it/
1998
Marzo, personale presso “Sala AUEL”, struttura espositiva “Parterre” di Firenze. Evento curato dall'Università della Terza Età di Firenze.
Giugno, personale presso “l’Isola che non c’era” Poggibonsi, Siena- Curatori gli artisti Rossano Fontanelli, Fabio Terreni e Lucia Simeone.
1997
Ottobre, personale alla Galleria d’arte “La Telaccia” di Torino- Curatore il critico Marco Viani.
1994
Dicembre, personale presso il Jolly Hotel di Firenze. Curatore Gianfranco Tognarini.

Mostre collettive
2002
Giugno, partecipazione all’evento Freeshout! Presso Cantieri Culturali Ex-.macelli di Prato.
Realizzazione di due grandi installazioni della Serie “Virus me”- Curatore l'artista Federico D'Orazio. www.freeshout.org

Luglio, partecipazione a “Boccheggiano in Strada”, festival d’arte e musica alla sua IIIa edizione con tre grandi installazioni. Curatori gli artisti Chiara Bindi e Miguel Rosario www.boccheggianoinstrada.it
1999
Settembre, Mostra Nazionale di Grafica e Pittura “Città di Cervere”, Cuneo. Curatore il critico Sergio Fini.
Settembre, Collettiva Aitanti, curatore l’artista Massimo Barzagli.
1998
Febbraio, collettiva “La Vetrina della Strada Nova” Villa S. Lorenzo”, Sesto Fiorentino. Curata dall'Associazione Culturale "La Strada Nova".
Marzo, collettiva “Salone SAP”,presso ex-convento P.zza del Carmine, Firenze. Curatore l'artista Lidia Ovida Bona.

Concorsi, premi, riconoscimenti
2001
Settembre, selezionato tra i finalisti del “Canon Digital Contest” di Tokio.
Dicembre, tra i vincitori del premio “Trasparenze di fine millennio” indetto dal Gruppo Masserdotti” di Brescia. Pubblicazione del lavoro sulla rivista di architettura “Chiesa Oggi”.
1999
Giugno, tra i selezionati per il Premio Targetti Art Light 2000.
1998
Maggio, Premio Centro Studi S. Egidio, Firenze.
1997
Maggio, Premio “Gino Signori”, Prato.
Ottobre, vincitore del “ XI Conc. Suessa degli Aurunci”, Accademia del Fiorino, Prato.
Ottobre, “Gran Trofeo Etrusco “Il Guerriero” Accademia del Fiorino, Prato.
Novembre, conferito il Diploma “Accademico d’Onore” dall’Accademia del Fiorino, Prato.
1996
Dicembre, I° Premio per il settore grafica, III° premio per il settore pittura assegnato dal Concorso AICS “G.Pescetti”, Palazzo Pretorio, S. Fiorentino.
Marzo, Concorso Internazionale di Pittura, Grafica, e Scultura, presso Salone SAP; Sindacato della Polizia, P.zza del Carmine, Firenze.
Aprile, Concorso Internazionale “La Telaccia d’Oro”, Torino.