finalista: TIZIANO PAULON


Nato il 01/10/1964 ad Oderzo (TV), risiede a Fagarè (TV).
E-mail: titanius@serenacom.net





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QUESTIONARIO

1. Perché hai deciso di partecipare a questo concorso?

Perché sono la persona che cercate.

2. Per chi è utile l'arte?

PER TUTTI E PER NESSUNO NELLA STESSA MISURA

3. Cos’è la libertà di espressione?

a) quando il mondo gira davvero attorno a me a prescindere da come io mi esprima
b) quando mi chiamano 'artista' per come mi atteggio
c) quando ciò che ferma la mia espressione è solamente il suo esaurimento
d) quando la mia espressione finisce dove inizia quella degli altri
e) è dire tutto senza dover parlare,

4. Come interpreti l’affermazione di Joseph Beuys: “Tutti sono artisti”?

Vale quanto dire “tutti non sono artisti”

5. Qual’è l’ultimo vernissage di un evento culturale al quale sei stato? Esprimi la tua opinione al riguardo

La premiazione a un concorso internazionale di design alla triennale di Milano –
L’importante non è partecipare ma vincere!

6. Il più speziato pettegolezzo dell’ambito culturale?

Picasso è in me……..e Dalì era mio zio.

7. Cosa determina l’atteggiamento di un artista incline al successo?

La fame di soldi dopo tanta peregrinazione

8. Chi mantiene l’artista?

il gallerista, l’amante, leditore, il critico di turno, ecc

9. Chi ha sponsorizzato il tuo ultimo progetto (specifica le modalità)?

Sempre me medesimo, aiutati che il ciel ti aiuta……..

10. Quali sacrifici hai fatto e cosa faresti per raggiungere i tuoi obiettivi?

Non faccio sacrifici ma solto scelte di vita

11. Le tue misure: altezza-peso / colore dei capelli-occhi / petto,seno-vita-fianchi

seno poco, vita spericolata, occhi due, sua altezza, peso ma non troppo

12. Qual è la tua colonna sonora? Facci conoscere che tipo di musica preferisci.

Tutta la musica va bene, basta che non so senta……………

13. Quali sono le tue perversioni?

Partecipare ai casting come questo.

14. Sei mai andato da uno psicologo?

No, spesso viene lui da me

15. Ti occupi di politica? Perché?

Pensavo fosse una cosa già estinta da anni

16. Uno slogan che ti rappresenta (va pubblicato sul manifesto).

Io sono la tua arte R.S.V.P.
CV
Tiziano Paulon, in arte “TITIANVS”
Artista multimediale.
Dopo la maturità artistica, si laurea in Architettura nel 1997 presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia con una tesi composta di sedici cortometraggi:“ Videopera”.
A Venezia, ha frequentato i corsi liberi di nudo all’Accademia di Belle Arti, i corsi di grafica sperimentale presso la Scuola Internazionale di Grafica, e i seminari di Cinema Tecnica presso la Videoteca Pasinetti.
A Murano presso la scuola Abate Zanetti e in diverse fornaci a sperimentato la lavorazione artistica del vetro, scultura e installazioni.
Nel 1983 esordisce artisticamente, esponendo le sue prime opere, di pittura, scultura e fotografia; frequenta circoli artistici dove ha modo di conoscere altri artisti, scambiare idee ed esperienze, con frequenti viaggi .Occasionalmente ha diretto corsi di pittura, scultura e fotografia.
Vario è il percorso artistico seguito nel corso degli anni, con passaggi a volte drastici, sia per tecniche impiegate sia per tematiche affrontate, contrassegnati da un costante desiderio di ricerca e sperimentazione e da fasi di riflessione.
Tiziano, instancabile ricercatore, è artista passionale ed istintivo, impegnato sia sul piano delle ricerche formali sia su quelle emotive, si distingue per humour, genialità e rigore progettuale; molte sue creazioni sono esposte presso collezioni private in Italia e all’estero, alcune opere sono state recensite sulle riviste: Arte in, Flash Art, Juliet, Elite.
In lui l’uomo e l’artista sono tutt’uno, la sua versatilità ed originalità, si traducono in un’incessante attività professionale; parallelamente alla ricerca artistica collabora con diverse aziende e studi tecnici nel campo del design, stilismo di moda e gioielli, progettazione architettonica, grafica e fotografia.
Tiziano Paulon ha partecipato a diversi concorsi video riscuotendo successi e consensi per l’originalità del suo lavoro frutto di una commistione tra una tecnica di ripresa legata a forme fotografiche - pittoriche e un montaggio scandito da partiture musicali studiate ad hoc, dando vita ad un vero e proprio genere ”Videòpera”; assai singolare in quanto l’autore ha il pieno controllo del lavoro, curando in prima persona la sceneggiatura, la regia, la fotografia, e il montaggio.
Lui stesso si definisce figlio della “cultura del fare”, un creatore o mrglio un artigiano d’ immagini e di emozioni; interprete originale e autonomo della società, in una panoramica dove le opere entrano direttamente in relazione con il cinema, la letteratura, l'arte, la moda e il costume evidenziando le reciproche contaminazioni.
Nel periodo di studio a Berlino apre la sua sperimentazione a materiali e tecniche diverse alla ricerca di linguaggi sempre nuovi, capaci di stupire e di rivelare l’anima delle cose con rigore compositivo e forte impatto emozionale.
Partito da esperienze scultoree astratte, giunge in questi ultimi anni a creare forme legate ad una figuratività monumentale che hanno in comune il recupero di una volumetria chiara, semplificata, nata da una forte suggestione per forme arcaiche dove l’artista riscopre il senso della ritualità e della sacralità con una dialettica tra passato e presente. Oggetti d’uso comune vengono trasformati in reperti archeologici futuribili; la materia grezza è punto di partenza per mutazioni e trasformazioni verso forme espressive nuove ed autonome.
Non ammettendo una netta distinzione tra astrattismo e figuratismo propriamente detto, nella realtà quotidiana interpreta in maniera personalissima, senza lasciarsi prendere dalla fedeltà del modello, ma rendendolo invece complice dei suoi pensieri più remoti: l’oggetto diventa quasi una scusa, un pretesto.
E’ la qualità del segno a costruire un trait d’union tra scultura e pittura, tecnicamente sempre sicuro, dipinge spontaneamente, senza ripensamenti, brillante nel segno e nel colore, deciso, vigoroso nella scelta di un’essenziale presenza materica.
L’artista non coltiva né il solito graffitismo né un'estetica del brutto, i suoi segni possono essere giudicati semplici, lui invece è un narratore quanto mai raffinato che contrasta abilmente la
lettura tematica e la riduzione essenziale delle immagini sia con intensità cromatica sia con lo sconfinamento del figurativismo nell'astratto.
Nelle sue opere i segni primordiali testimoniano la presenza umana, la dualità, lo smarrimento, la pulsione verso il divino, la grandezza e piccolezza della nostra esistenza.
Lo studio della figura è condotto con molteplici modalità espressive: dal disegno alla scultura, dalla pittura alla fotografia, che lo portano a realizzare opere in cui l’originalità e i contenuti assumono indiscusso rilievo artistico, con momenti espressivi sempre diversi ma di volta in volta indagati in un comune contesto di profondo interesse per le condizioni esistenziali dell’uomo contemporaneo.
Grazie al piacere della variazione tematica, da uno spunto iniziale ne derivano una serie di modulazioni, sviluppate spesso con tecniche diverse in cui egli vuole cogliere, sperimentare, rielaborare tutte le potenzialità grafiche e coloristiche del soggetto di partenza.
Pur accostandosi a diversi movimenti artistici contemporanei la sua è una continua ricerca che gli ha fatto produrre opere assolutamente uniche, sfidando la tradizionale concezione secondo la quale l’artista deve avere uno stile definito unitario.
Ogni quadro è un’assimilazione ed un’elaborazione di situazioni artistiche e storiche con cui è venuto a contatto; l’opera appare come risultato di una squisita lucidità intellettuale, una pienezza di sensibilità emotiva e pittorica.
Fanno parte, della sua vasta produzione artistica opere diversissime tra di loro: dalle “macchine inutili” alle “maschere tecnotribali”, dai “graffiti sonori” agli “studi per superfici”, dai disegni erotici alle “videopere” inventando di volta in volta, forme, colori e linguaggi.
Le opere del Tiziano parlano di lui, forse in una lingua dimenticata, evocano ad un’altra memoria.
La variabilità della produzione artistica corrisponde alla personalità dell’autore, proiettato fuori e dentro di sé, mai pienamente soddisfatto, all’inseguimento quasi febbrile di ciò che non conosce, smanioso di raggiungere qualche verità, percorrendo mille vie, e quando vi giunge restituisce nuove verità, che invece di placarlo lo sospingono più in là.
La sua esuberanza linguistica si riflette anche dal punto di vista identitario, utilizzando vari pseudonimi come “Il Tiziano”, “Titianus”, “Maestro” e “d’IO”.
Il Maestro tende a rifiutare ogni genere di “etichetta”: il suo operare spazia stilisticamente tra alcune delle più significative esperienze dell’Arte contemporanea, tanto da risultare del tutto autonomo e completo, proprio perché svincolato da ogni logica precostituita, da ogni “incasellamento” di corrente; è tuttavia possibile suddividere la sua produzione artistica in quattro periodi:
- 1983-1989: la scoperta del segno “Figurazioni”;
- 1990-1996: ricerca e sperimentazione “Astrazioni”;
- 1997-2001: sintesi e interpretazione “Primitivismo”;
- 2002-2004: arte e design “ Forma & Funzione”.
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Le tematiche affrontate in questo lungo periodo di ricerca sono :
- la figura femminile nell’arte moderna, non meno di quella dell’arte antica ha visto nella donna la musa ideale;
- l’espressionismo: tra cinema, pubblicità, architettura e musica; quali tracce sopravvivono nella contemporaneità?;
- la civiltà delle macchine, il tema della macchina nell’arte del nostro tempo, idolatrata o denigrata?, valenze simboliche ed ideologiche;
- la poesia delle cose: la rappresentazione dell’oggetto quotidiano nell’arte contemporanea, decifrare il linguaggio delle cose;
- l’artista allo specchio, tra finzione e realtà; l’artista parla di sé e del suo modo di intendere e interpretare l’arte;
- la ripetizione “differente”, le citazioni dell’arte contemporanea, forse un giuoco, e come tale ha le sue regole e i suoi trucchi;
- l’invito al viaggio: Esotismo e Primitivismo, l’accademia diventa prigione, l’arte cerca la fuga, in un mondo lontano e libero dove rigenerarsi;
- il tema della pazzia nell’arte contemporanea, genio o follia?, la pazzia come stato espressivo, come esperienza vissuta.
Per anni non ha esposto le sue opere, rimaste mute testimoni l’una dell’altra, perché per il Tiziano la pittura è un fatto assolutamente personale, una ricerca che l’artista compie nel silenzio del suo atelier, da dove egli è riuscito ad abbracciare un secolo di movimenti artistici senza restare intrappolato da nessuno di essi.
Osservando attentamente le sue opere, si intuisce una forza interiore di un’artista in ascesa, con delle grandi possibilità avveniristiche, vista anche la mole dei lavori presentati, l’incisività e la determinatezza del suo operare.