By Carlo Piemonti
March
2005
Venezia
è tradizionalmente immortalata nei vividi riflessi della fluttuante
luce atmosferica che, riverberata dalle splendenti facciate dei palazzi,
si amplifica nel giocoso contrappunto cielo-acqua dello specchio lacustre.
La luce è stata nuovamente l’inconsapevole leit-motiv
del tradizionale appuntamento con la “Collettiva giovani”,
promosso annualmente dalla Fondazione Bevilacqua La Masa; non si Ë
trattato dell’aerea impressione visiva della pittura tonale,
ma di freddi bagliori artificiali emessi da neon spersonalizzanti,
nonchè da sfavillanti schermi elettronici. Natura naturans,
verrebbe da commentare. In effetti, la palpitante presenza umana non
è che sia assente: la natura è comunque dietro le quinte,
mediata e ricomposta, ri-proposta nelle algide forme degli attuali
medium interattivi. Così come l’habitatio della quotidianità
continua a costituire l’alveo privilegiato da cui si dipanano
i rivoli delle plurali indagini conoscitive dei giovani artisti; ma
anche in questo caso si attua una “presa in-diretta”,
tale da filtrare - distanziando psichicamente - il soggetto dall’oggetto:
humus antropologico ri-convertito nella struttura sintattica dei mezzi
di comunicazione della contemporaneità. La video-installazione
“Washing up” di Mauro Saccardo ripropone nelle immagini
video un gesto usuale e meccanico -lavare piatti e stoviglie- ricostruendo
l’abituale contesto d’azione -la cucina- negli elementi
dell’installazione (lavelli zincati, ripiani in alluminio, etc.).
Traslitterazione di un lacerto esistenziale, reso ancor pi_ straniante
dall’improbabile illuminazione al neon azzurrina, da centro
commerciale. Totalmente bianchi il collage vinilico di Enrica Cavarzan,
“Immagine inguardabile”, e le stampe “Snow”
di Nikola Uzunowski, che fotografa la neve per ottenere un’apparente
assenza d’immagini. Candidi i fondi delle tele “About
snow” di Riccardo Costantini, su cui si stagliano consunte silhouettes
antropomorfe. Viceversa, nel bel video “Auto?ritratto”
di Natasa Radovic il colore è inteso in quanto make-up che
dà il belletto per rendere l’identità soggettiva
socialmente “consumabile”, anche ferendo brutalmente la
sensibilità personale, fino a suscitare l’esigenza di
rimuovere ogni maschera, ogni orpello sovrastrutturale.
See Auto?portret
rijecke umjetnice Natase Radovic (PDF article
in Croatian), NOVI
LIST, 10 April 2005.